GLI AUTORI

MASSIMO BILIORSI
Massimo Biliorsi, giornalista e sceneggiatore. Nel genere esoterico-antropologico ha pubblicato “Al di là di Siena” (1988), “Storie di luna piena” (1991) e “L'ora delle streghe” (1995).  Per la narrativa “Il mistero di Diana” (1981), “1799. Una storia giacobina a Siena” (1990), “Due storie per non dormire” (1992). Altre sue pubblicazioni riguardano le tradizioni popolari “Siena” (1996), “Conoscere il Palio” (1997), “Cento anni di Palio” (2000) e la storia con “Guida alla Toscana e al suo artigianato” (1999), “Cronache dal millennio” (2001), “Feste, sagre & mercatini in Toscana” (2001). L'ultima sua pubblicazione, con Barbara Fracassi, è “Leonardo Viti detto Canapino. L'ultimo dei grandi” (2007).

Autore di sceneggiature, dal 2001 al 2007 ha lavorato per il Canale Civico di Siena, dove si è occupato di ricerca di filmati d'epoca e di programmi come “Lindbergh. Attraverso la storia”, “Novanta”, “I rivali dei Lumiere” e “Come eravamo”.
E' autore del soggetto e della sceneggiatura del film di Luca Verdone “Viva Franconi!”.

Le ultime sue commedie rappresentate sono “Potere dromedario” (2003), “Streghe” (2004), “Diego è diventato grande” (2005) e “Vorrei che fosse amore” (2007).Si occupa di musica e spettacolo per quotidiani e riviste specializzate. Lavora per il Centro Studi “Arrigo Polillo” della Fondazione Siena Jazz. Dal 2001 è consulente del Festival “La città aromatica”.



  TITOLO: Il Presagio della Luna - Storie di licantropi
AUTORI: MASSIMO BILIORSI
FORMATO: 25x32
ISBN:
IN LIBRERIA: Dicembre 2007
PREZZO: € 19,50


Un viaggio alla ricerca dei licantropi che animano ancora le notti senesi. Un emozionante itinerario magico, che scopre luoghi, storie e inquieti personaggi. I Lupi Mannari ululano alla luna le loro strane vicende: i tanti episodi che l'autore ha riunito riguardano la città di Siena e le sue campagne. Da qui si dipanano racconti che uniscono il mito dell'uomo-lupo a quello del culto della luna, segnando con filmici episodi le tante vicende, che ci fanno scoprire un mondo sconosciuto, creduto ormai perso.

Si racconta del lupo di Fontenova, del vicolo degli Orefici, di Fontebranda e del Casato, di Provenzano, di San Carlo e di via della Sapienza. E tutti questi racconti hanno una propria storia da sussurrare, per quelle notti che non sembrano mai finire. 

Si scoprono poi altri mannari che ululavano in angoli nascosti del senese: il diavolo-lupo dell'Eremo di Santa Lucia, il nobile licantropo di Villa Chigi, l'acqua magica di Costalpino, il mago-licantropo di Lupompesi,  il coraggioso Martino alle prese con il terribile lupo del Molino dei Foci, per arrivare al figlio del mannaro alle Fonti delle Fate. C'è tempo di raccontare del “mal di luna” al Castellaccio del Monte Maggio, della Porta segreta di Tamignano, del rifugio di streghe e lupi a Paurano, scoprendo il “buon lupo” di Serravalle, dei licantropi che assediarono la Torre di Sant'Alberto, perfino della donna-lupo di Torricella. Una lunga notte che si conclude con la Manolonga della Grancia di Cuna e con il lupo nero del molino di Monteroni, passando per i lupi-pirati di Pari e per il banchetto dei mannari a Monastero.